30.03.1987 – Lettera di Cristiano Fioravanti a Giovanni Falcone

LA LETTERA DI CRISTIANO FIORAVANTI AL GIUDICE ISTRUTTORE DI PALERMO DEL 30.3.1987

 

Dalla Casa di reclusione di Paliano, il 30.3.1987, Cristiano scriveva a questo Ufficio:

“Egr. Dott. FALCONE

Le scrivo perché non sono sereno, non riuscendo a scindere
la verità dalla falsità rendendomi conto di essere stato influenzato da una serie di fattori che mi hanno portato a fare le dichiarazioni che ho reso davanti a Lei, oggi, dopo aver riflettuto a lungo non me la sento di confermare le  suddette dichiarazioni.

Non è facile per me accusare mio fratello di un reato così grave ed è proprio per questo che devo avere l’assoluta certezza di quello che ho detto e purtroppo non avendola non riesco ad accettare l’idea di accusarlo su storie che non ho vissuto di persona e perciò non posso fare altrimenti, devo rendere conto anche alla mia coscienza e alla mia famiglia, gradirei parlarle di persona quando capiterà a Roma per lavoro”.

Il senso della lettera, già facilmente intuibile per i suoi riferimenti alle responsabilità affettive verso il fratello e la famiglia, è dolorosamente messo in chiaro nel successivo interrogatorio.

[Testo in PDF OCR: http://delittiperfetti.org/wp-content/uploads/2014/01/Volume-3.pdf, pag. 388][Testo in PDF RAW: http://delittiperfetti.org/?p=219, pag. 388]

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