IZZO: L’ELEGANZA DEL KILLER E ALTRE FARNETICAZIONI

Le dichiarazione di Angelo Izzo, ergastolano pluriomicida, protagonista del famigerato “massacro del Circeo” costato la vita alla diciannovenne Rosaria Lopez, accusò Valerio Fioravanti di essere l’assassino di Piersanti Mattarella, fornendo però una descrizione del delitto e del killer che collimava con la scena dell’uccisione di Mino Pecorelli in via Tacito a Roma. Era il modo di accusare obliquamente il leader romano dei NAR oppure di lanciare un messaggio collegando i due delitti?

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RANUCCI: EVERSIONE NERA DIETRO STRAGI E DELITTI POLITICI

Piersanti Mattarella è stato ucciso il 6 gennaio del 1980, a circa un mese dal XIV congresso della DC. In quel momento è in carica il governo, primo governo Cossiga che è infarcito di uomini della P2. Il segretario della DC di allora Zaccagnini aveva in mente di portare al congresso, di riproporre l’idea di un governo di solidarietà nazionale.

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STEFANO GIORDANO: GLI SCHIAFFI A FALCONE

Sarebbe opportuno che Fioravanti chiarisse questo e altri punti che, fermo restando il ne bis in idem, potrebbero far luce sulle peculiari dinamiche di quell’efferato delitto.
I meriti di Fioravanti nel suo percorso di reinserimento sociale non potranno mai prescindere da una verace e non manipolativa collaborazione con la giustizia. E mi auguro per lui, per la Verità tutta e, se mi permettete, per i familiari delle vittime che questo avvenga a tutto tondo.

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SCIASCIA: DA PISCIOTTA IN POI, HA VINTO LA MENZOGNA

Gabriella Smith, Roma, 16 novembre 1980. Siamo a Montecitorio, nel «Palazzo»; il Transatlantico è quasi deserto. La luce grigiastra che entra dalle ampie vetrate anticipa l’inverno. Siamo seduti di fronte a Leonardo Sciascia, una delle personalità più originali e acute nel panorama della letteratura italiana con i suoi romanzi sempre problematici che stimolano il lettore ad approfondire e scavare, al di là delle parole, l’essenza dei temi proposti.

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